Il comune

 Castiglione D’Adda sorge sulla riva destra del fiume Adda, in prossimità della provincia di Cremona. Confina con i comuni lodigiani di Bertonico, Camairago e Terranova, e con Gombito e Formigara in provincia di Cremona. Comprende le frazioni di Cascinette e Cascina Vinzaschina.
L’attuale nome, con l’aggiunta di Adda, è stato assunto nel 1863, per distinguersi da altre località omonime.
Il primo documento che testimonia l’esistenza certa di questo luogo è del 23 dicembre 1039, quando Ilderando da Comazzo e Rolenda sua consorte, fanno donazione del castello al Monastero di San Vito. Il feudo diventa così proprietà del vescovo di Lodi, che nel 1242 vi eleggeva un podestà.
Ceduto ai Fissiraga nel 1389, il feudo passò poi ai Vistarini; nella seconda metà del Quattrocento il territorio fu infeudato ai Fieschi e quindi, nel 1504, ai Pallavicini.

In età spagnola, quando il Contado lodigiano fu suddiviso nei Vescovati Superiore, di Mezzo, Inferiore di strada Cremonese e Inferiore di Strada Piacentina, il comune apparteneva al Vescovato inferiore di strada Cremonese ed era censito insieme ai beni dei signori Pallavicini e Brusada.
Alla metà del Settecento, al momento dell’inchiesta disposta dalla Regia Giunta per il Censimento, il comune contava circa 1.750 abitanti ed era feudo dei Serbelloni, che l’avevano acquistato dalla Camera ducale nel 1581, dopo la morte dell’ultimo Pallavicini che aveva lasciato il feudo vacante.
La comunità allora aveva un consiglio composto da 15 membri, dal luogotenente del podestà e dal cancelliere e ragionato. Il collegio si riuniva in occasione di discussioni e per deliberare su affari di particolare rilievo per la vita della comunità. Ogni anno, inoltre, il feudatario provvedeva alla nomina di tre reggenti scegliendo tra nove nominativi; l’organico del comune era completato da un cancelliere, residente a Castiglione e remunerato con un salario annuo di 20 lire.

Fino al 1798, quando Castiglione entrò a far parte della Repubblica Cisalpina prima e del Regno d’Italia poi, una serie di riforme territoriali coinvolsero il borgo che rimase comunque sempre ancorato all’orbita del territorio di Lodi.
Secondo la compartimentazione relativa all’organizzazione del territorio del Regno d’Italia in dipartimenti, distretti, cantoni e comuni del 8 giugno 1805, il comune era compreso nel distretto III di Lodi, cantone V di Casalpusterlengo ed era classificato come comune di III classe.

Alla costituzione del Regno d’Italia, nel 1861, il comune aveva una popolazione residente di 3.512 abitanti. Sino al 1863 mantenne la denominazione di Castiglione e, successivamente, con Regio Decreto dell’11 gennaio 1863, assunse la denominazione di Castiglione d’Adda.
La popolazione residente nel comune nei decenni successivi, fino al 1931, continuò a crescere: 3.881 abitanti nel 1881; 4.028 nel 1901, 4.467 nel 1931. Nel 1937 venne aggregata al comune una zona di territorio, staccata dal comune di Gombito, in provincia di Cremona, mentre dal comune di Castiglione d’Adda venne staccata una zona di territorio, aggregata al comune di Formigara, in provincia di Cremona. In seguito alla riforma dell’ordinamento comunale disposta nel 1946, il comune di Castiglione d’Adda veniva amministrato da un sindaco, da una giunta e da un consiglio.
La popolazione residente nel comune ebbe un leggero calo dal 1951 (4.770 abitanti) fino agli anni Settanta, con 4.448 abitanti. Successivamente riprese a crescere, oggi la popolazione ammonta a 4.750 abitanti.

 

Bibliografia

– G. Agnelli,Lodi e il suo territorio nella storia, nella geografia e nell’arte, Lodi, 1917.
– F. Pallavera,Castiglione d’Adda, in Enciclopedia del lodigiano, a cura di F. Pallavera, Lodi, Il Cittadino, 1993-1996.
– F. Frascini,Castiglione d’Adda. Anno 2000, Castiglione d’Adda, 2000.
– Passato, presente, futuro 2001 le tradizioni di Castiglione d’Adda: il dialetto, i proverbi, i soprannomi, le foto, Lodi, 2001