Piano Generale del Traffico Urbano

Il Piano Generale del Traffico Urbano, inteso come piano quadro, contiene i principali interventi da attuare a breve e medio termine riguardo le infrastrutture di trasporto pubblico e privato.

Il Piano generale, pertanto, fornisce le necessarie direttive generali affinchè sia possibile elaborare il successivo piano particolareggiato ed eventuali, successivi piani esecutivi. Quindi i piani esecutivi che eventualmente l’Amministrazione Comunale intendesse adottare, saranno formulati secondo le strategie e le priorità che emergeranno dal P.G.T.U.

Il Piano si articola nel seguente modo:

P.1 Piano di riorganizzazione della viabilità dei veicolo motorizzati privati, con definizione sia dello schema generale della principale circolazione veicolare, sia della viabilità tangenziale al Centro  abitato, sia delle modalità di assegnazione delle precedenze tra le diverse tipologie di strade. Il tutto per porre rimedio alle criticità individuate nella fase delle indagini preliminari.

P.2 Piano di riorganizzazione della sosta, con definizione delle aree di sosta a raso fuori dalla carreggiata e delle possibili nuove aree destinate a parcheggio, nonché la definizione della classificazione funzionale dei parcheggi dell’area urbana; al fine di dare risoluzione alle criticità funzionali individuate.

P.3 Piano di riorganizzazione della viabilità ciclo-pedonale con l’intento di implementare gli itinerari protetti e/o riservati al fine di costituire un circuito che colleghi reciprocamente tutte le aree del centro abitato e di individuare i percorsi ciclabili in campagna.

P.4 Piano di riorganizzazione dei mezzi collettivi e pubblici con al definizione del nuovo percorso delle linee extraurbane, degli scuolabus e delle linee di Piedibus.

P.5 Definizione delle aree pedonali e delle Zone a Traffico Limitato (ZTL).

Il Piano consente l’individuazione e l’attuazione di interventi mirati:

  • al miglioramento della sicurezza stradale con particolare riguardo all’utenza debole;
  • alla fluidificazione del traffico con contenimento dei consumi energetici;
  • alla diminuzione dell’inquinamento atmosferico ed acustico;
  • al miglioramento delle condizioni di circolazione, intesa come movimento che come sosta;
  • alla integrazione dei trasporti locali con i trasporti sovra-comunali (provinciali, regionali, statali);
  • alla migliore integrazione del sistema della mobilità con la riqualificazione urbanistica del centro storico e del centro abitato nel suo complesso;
  • alla migliore integrazione del sistema della mobilità con i servizi pubblici offerti dal Comune.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

  • Circolare n. 1196 del 28/05/1991 “Indirizzi attuativi per la fluidificazione del traffico urbano, anche ai fini del risparmio energetico”;
  • D.Lgs. 30/04/1992, n.285 “Nuovo Codice della Strada” e s.m.i.;
  • D.P.R. 16/12/1992, n. 495 “Regolamento del Codice della Strada” e s.m.i.;
  • Direttive Ministero dei LL.PP. del 24/06/1995, n.77 “Direttive per la redazione, adozione e l’attuazione dei piani urbani del traffico”, pubblicate sul supplemento ordinario della G.U. n. 146 del 24/06/1995;
  • D.M. LL.PP. 30/11/1999, n. 557 “Regolamento recante norme per la definizione delle caratteristiche tecniche delle piste ciclabili”;
  • D.M. 05/11/2001 “Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade”;
  • D.M. 19/04/2006 “Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle intersezioni stradali”;
  • Regolamento Regionale 24/04/2006, n.7 “Norme Tecniche per la costruzione delle strade”.

Allegati