| LA STORIA DI CASTIGLIONE D'ADDA - IL CASTELLO | |
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Secondo lo storico sacerdote Settimo Ghizzoni
che nel 1890 pubblicò un interessante studio su Castiglione
d'Adda5, l'attuale castello ivi esistente sarebbe la riedificazione
di un altro più antico: "Quando Alarico, re dei Goti - scrisse
il Ghizzoni - avventandosi su Roma, la distrusse, portando in Italia il
saccheggio, la strage, la morte: quando Attila, flagello di Dio, stringendole
d'assedio, metteva a ferro e a fuoco le Città; quando gli altri
barbari, invase le Province e le campagne, col saccheggio, gli stupri
e le rovine, spandevano lo sbigottimento, il terrore, la costernazione:
tutti impararono ad assicurarsi la vita stringendosi d'assedio nelle
fortificazioni. Fu allora che anche i nostri, privilegiati di una posizione
speciale per natura, non tardarono a munirsene: fabbricandovi un potente
e fortissimo Castello. All'estremità del Colle sul quale or giace
il nobil Borgo di Castiglione: solo unitovi per un punto, ove credesi
che vi fosse il tradizionale ponte levatoio, alzasi nell'immensa vallata
che lo circonda, formante un dì il letto del vastissimo Lago
Gerondo, un altissimo Promontorio rivestito di alberi e di prati,
della circonferenza di quasi 400 metri. Sulla vastissima Piazza di questo,
circondata tuttora dagli avanzi delle castaldiche Case, e probabilmente
dove sorge il nuovo, ergevasi il vetusto Castello. Pare ad alcuni, per
essere questo assolutamente distrutto, e vedersi in sua vece il Nuovo,
poco vera l'esistenza di questo Castello. Ma quando si sapesse che Castiglione
e il suo Castello era il primario Feudo dei Vescovi di Lodi, e
si fossero viste, come da alcuni lo fu, le immani muraglie delle sue fondamenta,
come lo si direbbe uno dei più forti, così dei più
antichi del Lodigiano." L'attuale castello o palazzo Pallavicino
dal nome della nobile famiglia che ebbe il dominio su Castiglione, fu
edificato "Sul ciglio del terrazzamento
L'atto di cessione del castello a Girolamo Pallavicino La trasformazione da castello a palazzo si deve
soprattutto a Girolamo Pallavicino che nel 1551 lo scelse come
sua dimora, ma continuarono quest'opera i marchesi Serbelloni
che lo fecero restaurare ancora nel 1652. Il palazzo mantiene la
pianta dell'antico castello con corte centrale e torri angolari. Le fronti
orientale e meridionale, rivolte verso l'Adda, conservano ancora l'aspetto
di fortilizio con pareti liscie e alta scarpata, finestre dotate di inferriata
e torre cilindrica in corrispondenza dello spigolo. Profondamente mutato
è invece il lato ovest, trasformato in sontuoso ingresso al palazzo
con prospetto a bugnato molto inciso nella zona inferiore e appena rilevato
verso l'alto. Il cornicione del tetto è molto sporgente e sorretto
da una sequenza di eleganti mensole aggettanti fra le quali trovano posto
delle teste in pietra di eroi antichi e personaggi mitici. Alcuni mascheroni
di grandi dimensioni sono poi simmetricamente distribuiti sulla facciata.
Il notevole portale è costituito da un arco affiancato da due lesene
doriche, anch'esse a bugnato, reggenti un classico architrave con due
cornici, triglifi e gocce. Tra le ricchezze monumentali di Castiglione, assumono particolare importanza le quattro chiese: la parrocchiale di S. Maria Assunta, che domina da un livello elevato tutto il paese, la chiesa dell'Annunciata al centro del paese, la chiesa dell'Incoronata all'estremità opposta del castello, la chiesa di S. Bernardino ora all'interno dell'abitato e un tempo ai suoi margini. Di esse ha scritto recentemente (1997) con ricchezza di notizie e bellezza espositiva l'attuale parroco di Castiglione don Peppino Codecasa. Rimandiamo, perciò, i lettori a quella pubblicazione intitolata "Le Chiese: una storia di arte e di fede".
Il castello di Castiglione
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