NOTE


1. A.Caretta, Le incursioni ungariche ed i castelli del Basso contado lodigiano, Arch. Storico Lodi 1979, pag. 14
2. G. Agnelli, Lodi e il suo territorio, Dep. Storico-artistico di Lodi 1917, pag. 753.
3. Ibidem. Da questa opera dell'Agnelli rileviamo le notizie successive su Castiglione dal 1154 al 1470.
4. G. Agnelli, Lodi e il suo territorio, Deputazione Storico - Artistica di Lodi 1917
5. Sac. Settimo Ghizzoni, Castiglione d'Adda dalla sua origine fino ai giorni nostri, la ediz .1890, 2a ediz.1978 a cura di G. Carenzi della Parrocchia di Castiglione d'Adda.
6. M. Marubbi, Monumenti e opere d'arte nel Basso Lodigiano, Cassa Rurale ed Artig. del Basso Lod. 1987
7. R. De Rosa, Carlo Fieschi e Castiglione d'Adda. Un'investitura politica nel 400 1ombardo in Arch. Stor. Lod. 1992 pagg.181-187.
8. R.De Rosa, Carlo Fieschi e Castiglione d'Adda in Arcb. Stor. Lod. l993 pag. 243
9. I Pallavicini erano signori di Busseto, Castiglione, Cortemaggiore e altri luoghi del Lodigiano. Orlando ebbe da Francesco Sforza il feudo di Busseto e lasciò molti figliuoli ornati di titoli ecclesiastici e civili dagli Sforza e di nuovi feudi da cui presero il titolo. Pure non rimasero in fede, parteggiarono coi Francesi: poi Manfredo assunse di sorprender Como contro di questi, ma il Lautrec lo colse e fece squartare. Gian Luigi non cessò più da lamenti ed accuse per questo fatto, ma invano. Cristoforo combatté coi Francesi a Marignano, pure il Lautrec non dismise di perseguitarlo, finché l'ebbe prigioniero, e quando ritiravasi di Lombardia il fece decapitare. Nonostante Galeazzo Maria e Antonio Maria suoi fratelli stettero fedeli a Francia, e quand'avea la peggio ritiravansi sui loro feudi, per ricomparire appena che ella si rialzasse. Antonio Maria dicevano avesse consigliato a Bernardino Corte di ceder il castello di Milano, laonde era detto il gran traditore; ebbe ricchezze dal re di Francia, amò la bella Caterina Leopardi, ch'era l'ammirazione di tutti e di Luigi XII. Girolamo figlio di Cristoforo, combatté contro i Francesi in Fiandra e dopo la pace di Castel Cambresi tornò a Busseto, e propose voler a moglie la prima donna che vi capitasse mendicando. Fu una della montagna piacentina, che mai non dimenticò la sua origine, e volle esser sepolta in abito da montanara. Carlo Sforza Pallavicino fu santo vescovo di Lodi, e della stirpe stessa del famoso storico del Concilio di Trento. (C. Vignati, Lodi e il suo territorio, Edit. "Casa del libro", Cosenza, 1961).
10. R. De Rosa, Il feudo di Castiglione Lodigiano tra il XVI e il XVIII secolo, pagg. 199-209.
11. Estratti da un manoscritto antico custodito nell'Ufficio Parrocchiale di Castiglione, Armadio 5, cart.3.
12. Sac. S. Ghizzoni op.cit. pag.154
13. Giuseppe II, figlio di Maria Teresa, nel 1780 divenne imperatore d'Austria. Attuò molte riforme e sagge, ma fu anche despota irremovibile; mirò all'assoggettamento completo, all'infuori del campo spirituale e dogmatico, della Chiesa allo Stato e ridusse gli ordini religiosi ai soli che avessero, secondo le sue idee illuministiche, una funzione sociale (attendessero cioè alla scuola, agli ospedali, agli orfanotrofi e simili). A questa sua ingerenza nelle cose dei religiosi va attribuita la soppressione del convento delle Cappuccine. (Nota dell'autore)
14. Anonimo del 700, Le Cappuccine, Grafiche Ciusani, Codogno 1967 in Igino Malusardi curatore di 'Documenti di vita e storia castiglionesi', 'Avvertenza'
15. Cairo Giarelli, Codogno e il suo territorio, Tip. Ed. Cairo 1897 vol. 2° pagg. l92, l93.
16. Don Peppino Codecasa, Le chiese: una storia di arte e di fede, 1997 pag.36.
17. Settimo Ghizzoni, op. cit., pagg. 188-89.
18. La voce della verità, Tipografia e Libreria di Roma, 1873, in Arch. Parr. Cast., Arm.5, Cart.2.
19. Dott. Gian Domenico Ruggeri, Cronaca 1730-1743
20. Cairo Giarelli, op. cit. vol. 2° pag. 201. Le notizie sono riprese da A. Robba. Le cose del militare in Lodi.
21. Carlo Emanuele III successo a Vittorio Amedeo II
22. Questi gruppi di uomini armati erano stati autorizzati dalle autorità militari affinché difendessero i centri abitati dai disertori, dagli sbandati e dagli zingari che si erano dati al saccheggio e al brigantaggio.
23. Con funzioni analoghe a quelle dell'attuale Polizia militare, hanno in questo caso compiti di difesa della popolazione.
24. Il Maresciallo Villars era comandante delle truppe francesi, in sott'ordine al Re di Sardegna
25. Arch. Com. Casalp. Tit. XI Sez. I Cart. 56, 1785
26. Anita Malamani, Malattie e società: una 'comunità' lodigiana nel sec. XVIII, Arch. Stor. Lod. 1979
27. G. Agnelli, La battaglia al ponte di Lodi, Ed. Biancardi,1934, pag. 67
28. Agnelli, Dizionario storico-geografico, 1886 pag. 67
29. Arch. Com. Cast. cart .13 serie lˆ, Finanze, patrimonio, anni 1795-1853
30. G. Agnelli, La battaglia op.cit. pag. 323
31. I messaggi della Municipalità e del Vescovo di Lodi sono ripresi dall'opera cit. di G.Agnelli pag.332 e seg.
32. G. Agnelli op., cit. pag. 91
33. Arch. Parr. Cast. Armadio 5 Cart. 3.
34. G. Cremascoli G. Rezzonico, Lodi nel turbine napoleonico, 1996. Ediz. G.R. Besana Brianza Milano
35. Biblioteca Civica di Lodi, Manifesti a stampa pubblicati durante la dominazione francese. Vol. 1, N. 46.
36. Arch. Parr. Cast. Armadio 5 Cart.2
37. Arch. Parr. Cast. Armadio 5 Cart.2
38. Arch. Parr. Cast. Armadio 7 Editti e circolari autorità civili Cart.2
39. Arch. Parr. Cast., Arm. 7, Cart. 2
40. I documenti citati sopra sono conservati nell'Arch. Parr. Cast. Armadio 5 cart. 2 e armadio 7. Cart. circolari autorità civili
41. Archivio di Stato di Milano, Censo, parte moderna, cart. 747
42. Arch. Parr. Cast. Armadio 7 Circolari e editti autorità civili Cart. 2
43. Arch. Com. Cast. Cart. 46 Serie 2 Cat. IX Istr. Pubbl. 1907
44. Arch. Com. Cast. Cart. 47 Serie 2 Cat. IX Istruz. Pubbl.
45. Arch. Com. Cast. Cart. 48 Serie 2 Cat. IX Istruz. Pubbl.
46. Gioventù Italiana del Littorio. Durante il Fascismo l'organizzazione giovanile era capillare; Si iniziava dai bambini che erano 'Figli della lupa', poi c'erano i 'Balilla', quindi gli 'Avanguardisti', i 'Giovani Fascisti' e quindi i 'premilitari'.
47. Arch.Com. Cast. Cart.48 Serie 2 Cat. IX Istruz. Pubbl.
48. Le notizie relative alla Scuola Media sono state fornite dalla preside Franca Vigone che ringraziamo sentitamente
49. Ibidem
50. Arch. Com. Cast. Cart.13 serie 1a Finanze, patrimonio, 1822
51. Arch. Parr. Cast. Armadio 7
52. F. Fraschini, Un uomo del Risorgimento Saverio Griffini, Pro Loco di Casalp. 1972
53. Carteggio Griffini, Arch. Stor. Novara
54. Archivio Parr. Cast. armadio 7
55. Arch. Parr. Cast. armadio 7 Editti e circolari autorità civili, cart. II
56. Arch. Parr. Cast. armadio 7 Editti e circolari autorità civili, cart. II
57. Arch. parr. Cast. armadio 5, cart.2
58. Arch. parr. Cast. armadio 7 Circolari autorità civili
59. L. Alemanni, Storia di Casalpusterlengo, Tip. Vescovile, Lodi, 1897, pag. 275.
60. I dati e le notizie del testo sono riprese da: Stroppa, Atlante, Cons. del Lod.; Il Lodigiano nell'800
61. Arch. Com. Cast. Cart. 1 serie 1 Amministrazione
62. Don G. Mosca, Cento anni di vita e di battaglie religiose e civili delle Parrocchie del Lodigiano, vol. l°, 1998 pag.48
63. Arch. Parr. Cast. armadio 5 cart. Memorie storiche 2
64. Piovene Soldati, Chi siamo, vol. 1° Milano 1967 pag.329
65. Corriere della Sera, in 'La Perseveranza' 12 genn. 1869 da E. Ongaro, La fiumana Ediesse, 1997 pag. 73
66. Ibidem pag.74
67. Da G. Luzzatto, Gli anni più critici dell'economia italiana 1886-1893, nel vol. "L'economia italiana dal 1861 al 1961. Studi nel 1° centenario dell'Unità d'Italia. Milano Giuffrè 1961 p.p. 420-433.
68. Nemmeno l'ascesa al potere della 'Sinistra' nel 1876 determinò l'eliminazione della tassa sul macinato, che fu abolita nel 1880.
69. Arch. Com. Casalp., Cart. 74, Tit. XII, Sez. 3, Anno 1874.
70. P. Novati, Testimoni scomodi, Nuova Comunità Milano 1970
71. E. Ongaro op. cit.
72. E. Ongaro, op. cit.
73. Dal cronicon di Mons. Manzoni parroco di Caslp., 8 agosto 1920
74. I. Granata, La nascita del sindacato fascista. L'esperienza di Milano, De Donato Bari 1981 in E. Ongaro, La fiumana pagg. 207, 208.
75. Cronaca del Circondario 11 e 18 marzo 1922 in E. Ongaro, La fiumana. op. citata pag. 207.
76. Pallavera, inserto del Cittadino su Castiglione, 1993
77. In un campo più limitato, ma pur sempre indicativo dell'accentramento fascista di ogni attività sociale, nell'estate dal 1934 la Prefettura di Milano inviò al Podestà di Castiglione una comunicazione che diceva: "L'estensione assunta dalla funzione sovventiva dopo l'intervento in questo campo del Partito Naz. Fascista, che ha destinato a tale attività ingenti mezzi finanziari, avvalendosi, per l'erogazione, della propria completa organizzazione, determina la necessità del coordinamento delle erogazioni fatte dai vari enti, affinché siano evitate dispersioni o duplicazioni di soccorsi a detrimento dei veri bisognosi..." Ciò significava il completo controllo da parte del
regime delle varie Congregazioni di Carità e delle Opere Pie (Arch. Parr. Cast. Arm. 5 Cart. 2)
78. Arch. Com. Cast. Cart. 38 Serie 2 Cat VIII Leva e Truppe
79. Arch. Parr. Cast. Arm. 5 Cart. 2
80. Galeazzo Ciano nel suo diario aveva scritto: "20 agosto (1939) … noi non siamo pronti a marciare, le nostre necessità sono enormi; … 15 gennaio 1940. Il Duce è triste per lo stato delle nostre forze armate, che ormai conosce con esattezza. Le divisioni pronte sono dieci; alla fine di gennaio undici. Le altre mancano più o meno di tutto; in alcune la dotazione di artiglieria è deficitaria al 92%. In queste condizioni è difficile parlare di guerra. Mussolini ne è avvilito..." "G. Ciano, Diario 1939-43, Rizzoli Milano 1946".
81. Lettera del canonico don L. Borromeo al Parroco, Lodi 11 sett.1942 in E. Ongaro, Guerra e resistenza, Il Papiro Editrice 1994 pag.32 e seg.
82. Arch. Com. Cast. Cart. 39 Serie 2 Cat. VIII Leva Truppa 1936 - 40
83. E. Ongaro, Guerra e Resistenza op. cit. pag. 56
84. "Sepral" era la sigla della "Sezione Provinciale dell'Alimentazione" dipendente dal Ministero per la Produzione Agricola e Forestale.
85. "Durante gli scioperi organizzati nel dicembre 1943 dagli operai delle fabbriche di Milano e provincia, i 'Comitati di agitazione' avanzarono le seguenti rivendicazioni: immediata liberazione degli arrestati e degli ostaggi; aumento del quantitativo delle razioni dei generi alimentari; 192 ore di gratifica e pagamento del premio. La dimostrazione di forza fu data da oltre 60 fabbriche della città e della provincia" ('Dalla Resistenza' Provincia di Milano 1975 pag. 57). E ciò, malgrado la Prefettura di Milano avesse emanato, fin dal settembre 1945, il seguente minaccioso proclama alla popolazione: "Giusta gli accordi presi con il comando Militare germanico della città di Milano e Provincia, invito tutta la popolazione della provincia alla calma e all'ordine, nell'interesse del ripristino della vita normale. In special modo invito la popolazione a riprendere le proprie occupazioni. Solo coloro che riprenderanno ordinatamente il proprio lavoro attenendosi agli ordini superiori militari e civili, avranno diritto alla tutela della propria libertà, ed alla distribuzione dei generi alimentari. I disturbatori dell'ordine pubblico verranno condannati dal Tribunale di Guerra Germanico. Milano, 24 settembre 1943. Il Prefetto: Riva".
86. L'Italia nella seconda guerra mondiale, Mondadori 1975, pag. 167.
87. Nel suo discorso alla conferenza di Parigi il 10 agosto 1946, De Gasperi davanti ai rappresentanti degli Stati vincitori dirà: "…Non vi è dubbio che il rovesciamento del regime fascista non fu possibile che in seguito agli avvenimenti militari (così era scritto nel trattato impostoci; nota dell'autore), ma il rivolgimento non sarebbe stato così profondo, se non fosse stato preceduto
dalla lunga cospirazione dei patrioti che in patria e fuori agirono a prezzo di immensi sacrifici, senza l'intervento degli scioperi politici nelle industrie del Nord, senza l'abile azione clandestina degli uomini dell'opposizione parlamentare antifascista… che spinsero al colpo di Stato".
88. E. Ongaro, Guerra e Resistenza op. cit. pag. 61
89. La Scuola, Brescia 1969
90. Dalla Resistenza, Provincia di Milano 1975 pag. 37
91. E. Ongaro, Campagna e Resistenza nel Lodigiano in Arch. Stor. Lodig. 1983 pag. 82.
92. Arch. Com. Cast. Cart.4l Serie 2 Cat.VIII Leva e Truppa 1946-49
93. E. Ongaro, La fiumana op. cit. pag.l54
94. Arch. Parr. Cast. Armad. 5 Cart.2
95. G.Bonfanti, La resistenza, 1976
96. Arch. Com. Cast. Cart. 40 Serie 2 Cat. VIII Leva e Truppa. Anche le notizie successive attingono alla stessa fonte.
97. E. Ongaro, Guerra e Resistenza op. cit. pag. 148
98. Ibidem
99. E. Ongaro, Campagna e Resistenza op. cit.
100. Arch. Parr.Cast., Arm.5 Cart.2
101. G. Nervi Maninetti in E. Ongaro, Il Lodigiano itinerari di una terra costruita Ed. Lodigraf 1985
102. Da un atto di causa civile relativa al diritto di estrazione d'oro e d'argento dalle sabbie dell'Adda, Arch. Parr. Arm.5 Cart. 2, Memorie storiche.
103. Sac. Settimo Ghizzoni, Castiglione d'Adda dalle sue origini ai giorni nostri, prima edizione 1890, pagg. 224-229
104. F. Pallavera, Castig1ione, inserto del Cittadino 1993
105. Natura nel Lodigiano, testo di Marco Ferrari con la collaborazione di Annalisa Ferrari, Banca di Credito Cooperativo del Basso Lodigiano, 1994.
106. Le notizie inserite in questo capitolo sono state riprese da: C. Vignati, Lodi e il suo territorio Ed. Casa del Libro, Cosen.za 1961 e da: M Passamonti, Tra l'Adda e il Po, Biancardi l957; Compendio statistico della Prov. di Milano 1960; Fonte elaborazione OTML, Lodi su dati ISTAT e Servizio statistica della Regione Lombardia.
107. Arch. Com. Cast. Cart. 54 Serie 2 Cat. XI Agric. Ind. Comm. e Cart. 56 Serie 2, Cat. XI Agric. Ind. Comm.
108. Arch. Com. Cast. Cart. 54 Serie II Cat. XI Agric. Ind. Comm.
109. Barbesta Bassi Carera Cattaneo, Vivere di cascina ARS Casalp. 1985
110. Cairo Giarelli, Codogno e il suo territorio Ed. Cairo, 1897
111. M. Grossi, Antonio Fissìraga Signore di Lodi, Quaderni di Studi Lodigiani a cura dell'Arch. Stor . Lod. 1985
112. G. Mondani, Biografia di Mons. Antonio Novasconi, Milano 1869 pagg. 26-30
113. Orazione detta in Castiglione d'Adda il 15 agosto 1957 da S.E. l'Arcivescovo Mons. Ambrogio Squintani in memoria di Mons. Antonio Novasooni Vescovo di Cremona nel novantesimo di Sua Santa Morte, Lodi 1957
114. Camillo Golgi (1844-1926) istologo e patologo, per i suoi studi sul sistema nervoso, ebbe il premio Nobel 1906 insieme a S.Ramòn J Cajal.
115. Comunicazione del Rettore Silvio Pivano della R. Università di Torino, 12 dic. 1931
116. Prima del 1945 avevamo i podestà.

 

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