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Se il 1900 si era concluso con il regicidio di Monza, il 1901 non
si rivelò privo di fatti preoccupanti. Infatti, in primavera nelle
nostre campagne esplose il malcontento dei contadini. I conduttori dei
poderi si riunirono per tentare un accomodamento che evitasse le manifestazioni
contadine, ma lo sciopero venne ugualmente proclamato. "Si ebbe l'intervento
dei carabinieri che fecero opera di pace, inducendo quegli agricoltori
ad accogliere parte delle domande dei contadini".
La notizia di quei tentativi padronali non fece altro che arroventare
l'atmosfera ed estendere il fermento. Evidentemente, all'origine degli
scioperi stavano le condizioni di vita dei lavoratori dei campi di cui
abbiamo parlato, che trovarono le loro organizzazioni di difesa sindacale
nelle Camere del Lavoro e nelle Leghe.
Nel giornale "Sorgete" del 30 novembre di quell'anno apparve
il seguente articolo che mette in evidenza la situazione del tempo e lo
stato d'animo dei lavoratori della terra. Sotto il titolo "Qui il
solco, qui il seme, qui la spiga, qui il diritto..." si leggeva:
"Signori, è finita. I contadini che si affacciavano per la
prima volta alla storia, che smesse le paure e le diffidenze si sono data
la mano a Bologna dalle varie regioni d'Italia, non solo hanno affermato
necessaria la loro unione universale e profonda per lottare contro le
classi antagonistiche e la casta religiosa per conseguire la redenzione,
ma sono giunti a voler far conoscere al paese la loro convinzione che
non esista altro mezzo per impedire in un prossimo o lontano avvenire
il ripetersi delle sopraffazioni subite, che il collettivismo, la socializzazione
dei mezzi di produzione e di scambio".
Anche il 1902 fu "un anno drammatico per l'organizzazione sindacale
nel Lodigiano, sia per le tensioni sempre più aspre, sfociate
in incidenti tra militanti delle Leghe "bianche" della Democrazia
Cristiana e militanti delle Leghe "rosse" della Camera del Lavoro...
sia per la crisi che portò allo sfaldamento delle Leghe stesse.
Alla fine di aprile si tenne a Lodi il Congresso dei contadini del Lodigiano
(erano presenti gli esponenti delle varie Leghe) "con lo scopo di
formare dei nuclei che curassero in ogni comune 'la propaganda per la
costituzione delle leghe di resi
stenza'. Nel corso del convegno era stato denunciato che agricoltori e
fittabili avevano accentuato il processo di meccanizzazione per 'supplire
colla macchina di ferro alla macchina uomo determinando così una
più forte disoccupazione che a sua volta si ripercuote coi suoi
effetti di concorrenza sui salari dei lavoratori'. Questa denuncia metteva
in risalto un aspetto di una strategia più complessa che gli agricoltori
avevano innescato in risposta alle lotte contadine del 1901: restaurare
il proprio potere in cascina attraverso ricatti, minacce e soprattutto
la 'disdetta' (licenziamento) nei confronti dei lavoratori che costituivano
l'ossatura delle leghe contadine...".72

Feriti della guerra 15-18
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